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La mia libertà finisce dove comincia la vostra, la frase di Martin Luther King oggi significa lasciare libertà agli utenti. Enjoy lascerà Catania entro il 20 maggio a causa dei troppi danneggiamenti e furti alle automobili: la flotta, inizialmente di 170 veicoli, oggi ne conta 75, di cui solo 39 utilizzabili. A Roma le biciclette oBike vengono private del sellino per essere rese non più pubbliche ma a uso e consumo privato – o vengono gettate nel Tevere. Nei giorni in cui circolava un video che riprendeva una ragazza compiere questo atto di vandalismo, il capo italiano di oBike Andrea Crociani, commentava ad Agi: «Non riesco a spiegarmi le ragioni di un gesto così insensato, noi riteniamo le biciclette condivise un arredo urbano e un bene di tutti. Sappiamo che la maggior parte delle persone vuole un servizio così. Questi gesti, anche se isolati, danneggiano tutti». Atto di vandalismo è anche quello di portarsi a casa un monopattino Helbiz – questi monopattini in inglese si chiamano scooter: a Parigi come a Tel Aviv sono diffusi più che in Italia con gestori diversi (in Israele Bird, Lime e altri) portando all’attenzione la questione della sicurezza e di norme a questi mezzi dedicate.

In tema di trasporti, la mente corre a Roma, alla chiusura delle stazioni della metropolitane di Barberini, Repubblica e Spagna, inagibili da mesi a causa del malfunzionamento delle scale mobili. La mal gestione dei servizi pubblici è tra le cause dell’alto tasso di motorizzazione che abbiamo in Italia, che al primo posto nella classifica dei paesi con più automobili – 62,4 auto ogni 100 abitanti –, a dirlo è l’ultimo report di Autopromotec, nel quale è evidenziato il distacco di oltre 7 punti sulla Germania, seconda con 55,7 vetture ogni 100. Gli italiani preferiscono spostarsi in automobile per sopperire alla precarietà delle infrastrutture e alla inadeguatezza dei mezzi di trasporto pubblico.

Milano, dove pure le biciclette Ofo sono finite sul fondo del Naviglio, avrebbe le potenzialità. Il rapporto McKinsey 2018 pone la città tra le prime dieci al mondo per mobilità. Dal 2011 le piste ciclabili hanno raggiunto i 70 chilometri di lunghezza, se ne prevedono 250 entro il 2024. Con l’introduzione dell’Area C, il volume del traffico si è ridotto del 33%. Le linee metropolitane (quattro e una in costruzione) e ferroviarie suburbane, gestite da Atm, insieme servono più di 1 milione di passeggeri al giorno – i numeri pubblicati sulla Carta della Mobilità 2018 parlano di 813,6 milioni di passeggeri totali nell’ultimo anno con 924,4 milioni di euro di ricavi. Atm dal 2008 gestisce anche la metropolitana di Copenaghen.

Mobike e Ofo hanno distribuito in tutto il mondo oltre 20 milioni di biciclette, di cui oltre 20mila in Italia. Ad appena due anni di distanza dall’arrivo nel nostro paese, la startup partecipata dal colosso Alibaba e fondata da Dai Wei ha chiuso la divisione internazionale a causa di problemi al flusso di cassa, come riferito da Repubblica lo scorso 11 gennaio. Il 1 aprile 2019 è stato il termine ultimo per il ritiro di tutte le biciclette presenti a Milano – comprese quelle finite sul fondo dei Navigli. L’altro colosso del bike sharing è Mobike, che ancora resiste, nonostante abbia registrato perdite per 50 milioni di dollari al mese e abbia valutato la vendita dell’attività in Europa – come raccontato da Luca Salvioli in un articolo del dicembre 2018 sul Sole 24 ore. ATM sfida la Cina. BikeMi, il servizio di bike sharing proposto dall’azienda di trasporto municipale, è attivo in città dal 2008: per i dieci anni di attività è stata lanciata un’unica tessera – per salire sui mezzi pubblici e noleggiare le biciclette – e messo in circolazione un nuovo modello di biciclette con sellino per i bambini. Nel primo mese sono stati registrati 2800 noleggi.

Stephen Shore, Main Street, Redfield, South Dakota, 1973

Bike e car sharing sono un punto di forza. Le auto in città sono circa 3mila (di cui il 30% elettriche), le biciclette circa 5mila. Enjoy, di proprietà del gruppo Eni, ha scelto Milano come prima città in cui approdare, nel 2013. Qui dispone di una flotta di 794 veicoli tra Fiat 500 e Fiat Doblò, a benzina, GPL o metanolo – laddove a Roma, in cui le auto sono 564, e nelle altre città (Firenze, Torino, Catania, Bologna) sono disponibili solo Fiat 500 a benzina. Rivale di Enjoy è la tedesca DriveNow, di BMW, presente a Milano con 500 vetture (terza dopo le 1040 di Berlino e le 530 di Amburgo). Lo scorso anno è stata annunciata la joint venture tra DriveNow e Car2go, che insieme formano ShareNow (con un investimento di 1,13 miliardi di dollari). Le automobili sono prenotabili attraverso una singola applicazione. Car2go è controllata da Daimler Ag, la società  che oltre a essere proprietaria di Mercedes, Smart, Maybach, McLaren, gestisce anche MyTaxi, il colosso di Amburgo rivale di Uber presente in oltre cento città europee.

La teoria vede nell’aumento dei taxi e nella diminuzione dei posteggi una soluzione per la viabilità urbana – ci si scontra però con una categoria, questa dei taxisti, che argomenta le decisioni sollevando organi sindacali o simili. A oggi i tassisti in Italia possono rifiutare pagamenti con carta di credito – soprattutto nel rush hour sotto un temporale estivo, per evitare la commissione certamente ma anche per agevolare un eventuale mark up in nero.

MyTaxi è arrivata a Milano nel 2015 – gli aderenti sono 850. In Italia fa parte del network di partner del programma fedeltà di Trenitalia (sono previste offerte in sinergia, come corse scontate fino al 50%). L’applicazione – come anche Uber, Taxify e Heetch e come altri esercenti locali – si serve della geolocalizzazione per individuare la posizione dell’utente. La valutazione finale spetta all’utente, che considera autista e altre variabili come la pulizia del veicolo. Un autista con una media di valutazione alta avrà la priorità sulla presa delle corse – risposta forse positivo all’episodio Nosedive di Black Mirror che nella vita reale potrebbe portare implementazioni su argomenti professionali utili al progresso.

A Milano, MyTaxi è opzionale per un autista – mentre per i tassisti sotto la radio chiamata al 8585 è obbligatoria l’applicazione InTaxi che infatti ha un tempo di risposta più abile rispetto alla prima, offrendo però servizi ridotti: per esempio, InTaxi non offre la possibilità di contattare direttamente il taxi in arrivo senza passare dal centralino.

Uber ha provato a tendere una mano ai tassisti, con Uber Taxi. Il servizio, partito in Italia da Torino lo scorso 4 dicembre, offre condizioni simili a quelle di MyTaxi: affiliazione gratuita per i professionisti, con commissione del 7% su ogni corsa, e possibilità di ricevere una mancia detassata. Per gli utenti non sembrano esserci vantaggi, al punto che, come rivelato da Caterina Maconi su Wired in un articolo datato 8 aprile, a oggi nessun taxi risulta connesso al servizio.